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Rifugio Menaggio / Monte Grona nella misteriosa storia delle Alpi
| Periodo Consigliato: | tutto l'anno |
|---|---|
| Tempo di percorrenza: | 1-2 ore al rifugio più 2 ore fino alla vetta |
| Partenza: | Breglia 996 m |
| Dislivello: | 384 m fino al rifugio Menaggio, più altri 356 fino alla vetta |
| Difficoltá: | E (Escursionistica) |
| Guide e carte: | Eugen E. Hüsler: "Lago di Como" - Rother editori - Bolzano, 1995; Orsi M.: "Val Menaggio e dintorni", arrampicate e scialpinismo - Edizioni Albatros - Milano, 1991; Mazzoleni B.: "Alta Via del Lario" - Nuova Editrice Delta - Gravedona, 1996; CNS 1:50.000 "Menaggio"; Carta Escursionistica Kompass 1:50.000 "Lago di Como - Lago di Lugano" |
| Informazioni locali: | IAT Menaggio - tel. 0344-32924; altre informazioni sui
percorsi al n. 0344-80144. |
Percorso
Poco prima della chiesa del paese (cartello indicatore), una stradicciola asfaltata sale verso sinistra raggiungendo, dopo circa 3 Km, le case dei Monti di Breglia 996 m, ove è opportuno lasciare l'auto. Infatti, la carrareccia prosegue ora, accidentata, stretta e poi non più asfaltata.
Si segue la strada per un primo tratto finché un cartello indicatore non segnala il sentiero per il rifugio. Si prende, allora, a sinistra sulla mulattiera che dopo aver lambito di nuovo la strada presso un tornante continua a tornanti fra spazi erbosi e rado bosco di betulle. A quota 1120 m, presso una zona di rimboschimento cintata, il percorso si divide. Seguendo una delle due diramazioni, si giunge al rifugio. A nostro parere è più consigliabile il percorso alto, quello di destra, che è assai più panoramico. Si sale ancora lungamente con parecchi tornanti finché ha inizio un lunghissimo tratto a mezza costa che, dopo aver traversato la Val Pessina, raggiunge il panoramico dosso erboso dove sorge il rifugio già visibile da lontano.
Per giungere in vetta dal rifugio vi sono tre possibilità:
- a) Seguire il sentiero che sale ripido, tagliando i prati
in direzione Nord. Tralasciando a sinistra la deviazione
più diretta per la Forcoletta, si può proseguire
raggiungendo la cresta che collega il Monte Grona al Bregagno
presso la graziosa chiesetta di S. Amate, che sorge
sull'omonima sella, a 1612 m. Da qui si volge a Sud
percorrendo il sentiero che segue la cresta tenendosi sul suo
lato occidentale per raggiungere la sella della Forcoletta.
Da qui, proseguendo su buona traccia, risalire il crinale
Nord-est del Grona fino alla sua vetta settentrionale dalla
quale ci si abbassa brevemente all'ampia sella erbosa ove
giunge il sentiero della "Direttissima" (vedi itinerario b)
per poi salire (breve corda fissa metallica) alla piatta,
ampia e rocciosa sommità principale.
- b) Seguire il ripido sentiero che dal rifugio sale in
direzione Nord-ovest e, dopo aver lambito alcuni roccioni,
entra in un grande ed erto canalone di erbe e detriti. Per
traccia ripidissima, scavalcando due volte lo sperone Sud-est
del Grona percorso dalla Via Ferrata, si giunge in cima al
canalone, sull'ampia sella posta fra la vetta principale e
quella settentrionale.
- c) Seguire le indicazioni del sentiero "panoramico" che, oltrepassato l'attacco della "Via Ferrata", sale gradualmente compiendo un arco di cerchio in senso orario per poi ritrovarsi sotto la cima principale con gli altri percorsi.
Approfondimenti
Il monte Grona: un panorama mozzafiato
"Montagna dai fianchi dirupati che si alza fra la Val
Sangra e il Lago di Como a Nord nord-ovest di Menaggio... Il
panorama è magnifico, uno dei migliori delle
Prealpi". In questo modo si esprime Silvio Saglio nella
rarissima edizione dedicata alle Prealpi Comasche - Varesine -
Bergamasche della celebre collana CAI-TCI "Guide dei Monti
d'Italia".
Il giudizio risale al 1948, ma nulla è cambiato, rispetto
ad allora, sul Monte Grona, se si eccettua la presenza di un
ottimo e confortevole rifugio ai suoi piedi e la realizzazione
di una via ferrata sul suo sperone Sud-est.
La neve, che ricopre ancora le vette delle cime retiche ed
orobiche, non lascia troppe speranze di fare escursioni in
queste zone: pertanto ecco la decisione di scegliere, per il
mese di maggio, la magnifica gita al Monte Grona.
La nostra montagna emerge, a mo' di scoglio roccioso
biancheggiante, al termine della lunga dorsale Sud del Monte
Bregagno ed è ben visibile a chi percorra la sponda
orientale del Lario.
Le rocce calcaree che la compongono vanno ad appoggiarsi, a
Nord, alle rocce cristalline del Bregagno presso il valico
della Forcoletta, toccato dal nostro itinerario di discesa. Il
versante Sud e Sud-est è formato da una serie di speroni,
e torrioni, separati fra loro da fratture e canali più o
meno vasti. Il tutto entra a far parte della "linea del Grona",
vasta unità tettonica di rocce sedimentarie che, con una
serie di archi convessi, parte dal Luganese per giungere al
Lago di Como.
La gita proposta può essere comodamente spezzata in due
parti con pernottamento al rifugio; tuttavia ci sentiamo di
consigliare, in ogni caso, il piccolo sforzo aggiuntivo di
raggiungere la vetta, sia pure dal sentiero che passa per la
Forcoletta, perché il panorama che si gode dalla
sommità e quanto di più vasto ed interessante si
possa immaginare. Lo sguardo spazia libero a 360° dalla
Pianura Padana ai dolci bacini lacustri del Lario e del
Ceresio, si spinge a Nord abbracciando tutte le Alpi, dal Monte
Rosa al Vallese, dalla Mesolcina alle Alpi Retiche, per poi
scendere di nuovo a mezzogiorno passando per l'imponente
piramide del Monte Legnone, l'ombroso e profondo solco della
Valsassina e le vette del Grignone e della Grigna.
Al ritorno dalla vetta, la sosta al Rifugio Menaggio sarà
ancor più apprezzata.
La "Via Ferrata" Centenario Cao
Sebbene la filosofia che guida la scelta dei percorsi di
questa rubrica propenda per itinerari in cui non si debba
ricorrere a strumenti artificiali per raggiungere una meta, si
è voluto qui provare a fare uno strappo alla regola
proponendo la salita al Monte Grona tramite la via ferrata del
suo sperone Sud-est.
La Via Ferrata, è ottimamente attrezzata ed è stata
realizzata nel 1985 dal C.A.O. e dal C.A.I. Menaggio.
Si tratta di un percorso sicuro poiché si svolge per buona
parte in cresta e, quindi, al riparo da cadute di pietre. Si
consiglia tuttavia di munirsi di casco protettivo e di fare
attenzione alla presenza sulla via di altri alpinisti.
Dislivello: 356 m
Difficoltà : occorre un minimo di esperienza
arrampicatoria e buona pratica nell'uso degli attrezzi
alpinistici
Tempo: 2 ore circa
Attrezzatura: set da ferrata, imbragatura, moschettoni a
ghiera, qualche cordino, casco.
Percorso
Dal Rifugio si prende il sentiero (cartelli indicatori) che in
piano punta verso Sud-ovest raggiungendo la base dei denti di
Grona, la serie di torrioni calcarei che formano lo sperone
Sud-est del monte. Traversato lo sbocco del canalone detritico
percorso dal sentiero della "Direttissima" si raggiunge la base
dello sperone dove, presso una pianta, si trova la partenza
della ferrata (targa indicatrice).
Si inizia subito su terreno ripido per superare di slancio la
"prima torre" dalla cui vetta la via piega a sinistra sino ad
un settore di rocce adagiate che si risalgono per poi deviare
nuovamente a sinistra. Si riprende a salire superando uno
speroncino arrotondato per poi arrivare all'intaglio posto alla
base della "seconda torre", dove si incrocia per la prima volta
il sentiero della "Direttissima". Si scala il torrione,
dapprima verso destra, poi a sinistra, lungo uno speroncino.
Poco oltre, roccette adagiate portano alla base della "terza
torre", che costituisce il tratto più impegnativo a causa
di una difficile placca rocciosa, al cui termine si è in
cima alla torre.
Ci si abbassa, quindi, al successivo intaglio incrociando
ancora il sentiero della "Direttissima" per poi proseguire
percorrendo il salto finale di rocce che adduce in vetta.
Discesa
Dalla sommità si segue il sentiero che volge a Nord-est
raggiungendo la sella ove giunge il canalone della
"Direttissima".
Si risale brevemente sulla sommità Nord del Grona e,
seguendo il sentiero fra roccette e detriti, ci si abbassa con
attenzione seguendo la cresta Nord della montagna e
raggiungendo la sella della Forcoletta. Da qui, sempre per
ripido sentiero detritico, si scende sul dosso erboso ove sorge
il Rifugio Menaggio.










