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Magnifica e tranquilla Val Fex
| Periodo Consigliato: | tutto l'anno |
|---|---|
| Tempo di percorrenza: | 1,30 ore per la sola andata. |
| Partenza: | Sils-Segl Maria 1809 m. |
| Dislivello: | 164 m. |
| Difficoltá: | T (Turistica) |
| Bibliografia: | Perego G.: "Engadina - escursioni-arte e cultura", Edizioni Lyasis, Sondrio 2000. |
| Guide e carte: | CNS 1:50.000 n. 268 Julierpass e 1:25.000 n. 1277 “Piz Bernina”; Carta escursionistica Kompass 1:50.000 n. 93 Bernina – Sondrio. |
Nota sul punto di partenza: Sils-Segl Maria
1809 m. La località si raggiunge percorrendo la SS36 dello
Spluga fino a Chiavenna (120 km da Milano) e, poi, la
carrozzabile del Passo del Maloja che arriva a lambire
l'abitato dopo altri 40 km.
In alternativa si può seguire la SS36 fino al Trivio di
Fuentes e poi la SS38 dello Stelvio fino a Tirano. Da qui si
volge a sinistra valicando il Passo del Bernina per poi
dirigersi verso Saint Moritz (57 km da Tirano). Superata questa
località si prosegue verso il Passo del Maloja e, dopo
altri 10 km, s'incontra il bivio che verso sinistra porta a
Sils.
L'Alta Engadina è un piccolo paradiso montano ingentilito
da magnifici laghi circondati da fitti boschi e sorvegliato da
grandi vette che superano i 3000 metri. Da sempre la vocazione
turistica di questo angolo delle Alpi è stata incentivata
e accresciuta mediante una sapiente opera di programmazione che
ha visto nelle bellezze del territorio una risorsa da non
sprecare. Inutile citare le famose piste di sci di St. Moritz e
quelle vicine del Corvatsch e di Furtschellas, oppure i
lunghissimi tracciati per lo sci da fondo che qui trova una
delle sue mecche. In Engadina ogni tipo di sport all'aria
aperta è stato valorizzato e i praticanti trovano qui
anche una serie di servizi che vanno ben oltre la presenza di
un tracciato o un campo d'esercizio. Tutto funziona per
facilitare la vita del turista, dai servizi di autobus che
portano alle varie stazioni di partenza degli impianti e alle
piste da fondo, fino allo spogliatoio ove, gratuitamente o per
modica spesa ci si può cambiare prima e dopo
l'attività.
L'Engadina e le sue valli laterali sono diventate, quindi, un
enorme "parco giochi" dove potersi rilassare a contatto con una
natura rispettata e valorizzata. D'estate s'arrampica, si
pratica l'alpinismo, si scivola col windsurf sulle placide
acque dei laghi, si compiono lunghe passeggiate a piedi, a
cavallo, in bicicletta. D'inverno, accanto ai classici sport
della neve, esistono alternative anche per poter passeggiare,
per pattinare e persino per giocare al curling, il curioso
"gioco delle bocce" che si pratica su un campo da pattinaggio
facendo scivolare delle specie di pentole ovoidali che
sostituiscono le sfere usate nel gioco su terra.
Ma, accanto al fervere di ogni attività sportiva,
l'Engadina è da sempre sinonimo di pace e
tranquillità: qui si può passare una vacanza
veramente rilassante nella quiete e nel silenzio dei boschi,
nella luminosa scenografia delle vallate e dei ghiacciai. Anche
il silenzio è un bene prezioso da "vendere" al turista e
qui l'hanno capito da oltre un secolo. Non è certo un caso
se questa vallata sia stata scelta come luogo di riposo e
meditazione da alcuni dei più grandi artisti e pensatori
dell'ottocento e del novecento. Gli struggenti panorami
alpestri, la loro maestosità, l'intensità dei
contrasti stagionali, i grandi silenzi ispirarono a lungo il
pittore Giovanni Segantini. E questi stessi elementi
soggiogarono e furono muse per scrittori e filosofi come Thomas
Mann, Marcel Proust, Hermann Hesse,Herbert Marcuse ma, in
particolare, per Friedrich Nietzsche che a Sils Maria
soggiornò per diversi anni.
La nostra gita ha proprio come punto di partenza questo piccolo
paesino che sorge sul versante destro orografico engadinese,
allo sbocco della Val Fex. La passeggiata prosegue in questa
bella e amena vallata, dapprima lungo un facile sentiero e poi
sulla stradina che porta all'Hotel Fex, meta principale della
giornata.
Percorso
Parcheggiata l'auto nel grande parcheggio sotterraneo alle
porte di Sils (prima ora gratuita), si entra nel piccolo
villaggio e, poco dopo la chiesa, si giunge sul piazzale della
Chesa Cumünela (Municipio) dove si trova anche la stazione
di partenza del servizio di carrozze per la Val Fex. Invece di
proseguire lungo la strada principale che entra in valle si
costeggia, a sinistra, il piazzale delle carrozze e seguendo le
indicazioni Val Fex - Curtins si traversa un piccolo pianoro
che porta all'imbocco della minuscola forra che il torrente
della valle ha scavato alle spalle dell'abitato. Il largo
tracciato giunge subito ad un caratteristico passaggio coperto
che s'affaccia sul torrente e, poco dopo, prende a salire lungo
la sponda destra orografica della forra grazie ad ampi e comodi
gradoni con l'alzata ottenuta da tronchi di legno. Fatti un
paio di tornanti si esce al margine settentrionale dei prati di
Platta, amena località le cui caratteristiche dimore sono
sparse su un vasto ripiano circondato dai boschi. Si prosegue
ora per un breve tratto in piano, arrivando infine al
ponticello di legno grazie al quale si traversa il torrente di
fondovalle portandosi sulla sponda opposta. Una piccola salita
ci porta, infine, all'ingresso del nucleo abitato di Crasta
dove il sentiero si immette sulla strada carrozzabile della Val
Fex. Si lambisce sulla sinistra il piccolo, ma grazioso, Hotel
Sonne e, poco oltre, si passa accanto ad una bianca chiesetta
con campanile a vela, risalente al XVI secolo, al cui interno
si trova un pregevole ciclo di affreschi coevi.
A questo punto non resta che proseguire in direzione Sud con
piacevolissima passeggiata, nell'ampia e dolce culla dei
fianchi della valle. In leggera discesa si torna presso la
sponda del torrente e, dopo averla lambita per un tratto, ci si
porta sul lato opposto del corso d'acqua grazie ad un altro
ponticello. Poco oltre, un paio di tornanti permettono di
prendere quota fra le poche case di Vals e Muot per poi
riprendere il cammino pianeggiante che porta ad attraversare il
minuscolo borgo di Curtins. Oltrepassate le case, dopo poche
centinaia di metri, si giunge infine all'Hotel Fex che sorge
isolato in mezzo alla vallata, sovrastato, sulla sinistra, da
un'alta parete rocciosa. Poco dopo l'albergo, in una fattoria,
è possibile ammirare alcuni capi di Yak, il bovino
himalayano di cui si sta sperimentando l'allevamento sulle
Alpi. Volendo è possibile proseguire verso il fondovalle
per raggiungere il piccolo ristoro che sorge presso il Plaun
Vadret (il Piano della Vedretta) vasto pianoro di escavazione
glaciale.
In questo caso si prosegue sul viottolo che, poco dopo,
riattraversa il torrente di fondovalle innalzandosi leggermente
sul versante sinistro orografico della valle. Scavalcato il
poggio di Muot Selvas si raggiunge in breve il ristoro. In
questo caso si calcolino altri 40 minuti di cammino dall'Hotel
Fex.
La Val Fex
Insieme alla Val Fedoz, sua parallela a Ovest, la Val Fex è una delle due grandi vallate che dal massiccio del Bernina sboccano in Alta Engadina partendo dalla cresta di confine con l'Italia. Si tratta di un'ampia vallata il cui dolce profilo ad U indica la profonda azione erosiva compiuta dai ghiacciai del Quaternario durante la loro avanzata e il loro successivo ritiro. Superata la bassa soglia iniziale la valle prosegue quasi pianeggiante fino alla sua testa, dominata dalle vette che costituiscono il limite occidentale del massiccio del Bernina. Un modesto ghiacciaio, il Vadret Fex, occupa la testata della valle la cui cresta spartiacque è delineata da una profonda insellatura centrale ai cui lati s'innalzano due importanti vette. In corrispondenza della sella si trova la Fuorcla dal Chaputsch scavalcata la quale si scenderebbe in Val Malenco, alle spalle di Sondrio. Sulla sinistra (Est) s'impone la curiosa morfologia del Pizzo Tre Mogge 3435 m la cui porzione sommitale è formata da bianchi calcarei poggiati un basamento di nere rocce cristalline. Verso occidente, quasi completamente ammantata dai ghiacci, s'eleva invece la tozza cima del Piz Fora o Sassa di Fora 3363 m.
Friedrich Wilhelm Nietzsche a Sils
Per un decennio, dal 1869 al 1879 Friedrich Nietzsche
insegnò filologia classica presso l'Università di
Basilea, vivendo un periodo di notevole pressione psicologica
che fu probabilmente causa delle emicranie di cui spesso
soffriva.
Proprio per tentare di sfuggire al malessere che lo
perseguitava, Nietzsche scelse Sils Maria come località di
villeggiatura e ritiro spirituale. Data la sua particolare
sensibilità agli effetti del clima, egli pensava che
l'ambiente secco e soleggiato dell'Engadina avrebbero potuto
giovare non poco al suo stato di salute.
Già dopo la prima vacanza trascorsa fra questi monti
nell'estate del 1879, il filosofo tedesco ebbe modo di
constatare un notevole miglioramento psicofisico che lo indusse
a tornare nuovamente a Sils. Abbandonata l'università,
causa il peggiorare dei suoi sintomi, Nietzsche affittò
una camera in paese e la elesse a rifugio trascorrendovi lunghi
periodi di ritiro fra il 1881 e il 1888. Le lunghe passeggiate
nella solitudine dei boschi, al cospetto di una natura
incontaminata e grandiosa cui si sentiva profondamente affine e
da cui era profondamente permeato, furono un meraviglioso
stimolo per la sua vena creativa. Già durante il primo
periodo di vacanza questi luoghi ebbero effetti prodigiosi, non
solo sulla salute del grande pensatore; nell'estate del 1879,
nasceva la sua prima "opera engadinese": Il viandante e la
sua ombra.
Ma il successivo periodo fu ancora più fecondo e da esso
prenderà forma l'opera nietzschiana più celebre:
Così parlò Zarathustra.
È sulle rive del lago di Silvaplana, in un luogo "a
6'000 piedi sul livello del mare, e molto più in alto al
di sopra delle umane cose", che il filosofo fece il suo
primo incontro con Zarathustra, proiezione del suo inconscio.
Da quella magica, fatale rivelazione doveva scaturire una delle
opere più rivoluzionarie e controverse del pensiero
occidentale moderno: in un'ardita, nuova interpretazione non
è più Dio a farsi uomo, ma è quest'ultimo a
diventare superuomo e ad assurgere al rango di
divinità.
La casa al limite del bosco, dove lungamente dimorò il
filosofo, è stata trasformata in un piccolo museo a lui
dedicato ed è visitabile dalle ore 15 alle 18 ad eccezione
del lunedì.
Nella dimora, oltre ad un'ampia documentazione fotografica e
letteraria, sono conservati: il tavolo di legno della stanza di
Nietzsche sul quale furono stese le prime righe di "Così
parlò Zarathustra", un dipinto di Nietzsche opera di
Edvard Munch, scritti di Thomas Mann, Hermann Hesse e Theodor
W. Adorno e il libro degli ospiti dell'ex Hotel Alpenrose con
la firma di Nietzsche e la data 18 luglio 1883.












