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Rifugio Luigi Mambretti 2004 m
(Media Valtellina - Rifugio - )
| Tempo di percorrenza: | 2 ore |
|---|---|
| Partenza: | Agneda 1228 m |
| Dislivello: | 700 m |
| Difficoltá: | E (Escursionistica) |
| Apertura: | Non custodito. Locale invernale sempre aperto.Prenotazioni e chiavi: c/o CAI Sez. Valtellinese Sondrio o telefonando in orario pasti al n. 0342-21.92.25 (sig.ri Valsecchi). |
| Guide e carte: | Kompass 1:50.000 «Foppolo Valle Seriana»; IGM 1:25.000 «Piateda» e «Pizzo del Diavolo»; 1:50.000 «Sondrio» |
| Proprietá: | CAI Sez. Valtellinese Sondrio - Via Trieste 27 Sondrio. Tel. 0342-21.43.00 |
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Rifugio Luigi Mambretti 2004 m
Rifugio
Il rifugio sorge su un poggio erboso, sul versante destro
orografico della Valle di Caronno.
Accesso
Agneda si raggiunge staccandosi sulla sinistra della SS. 38
dello Stelvio all'uscita di Sondrio in direzione di Tirano.
Traversata la ferrovia e l'Adda si procede verso Busteggia
(fraz. di Piateda 2 km da Sondrio) da qui, e da Piateda
Località Dosso (4 km c. da Sondrio) si imbocca sulla
destra la deviazione per la Val Venina e Agneda che si
raggiunge in 10,5 km (gli ultimi 1.5 km sono su strada
sterrata).
Lasciata l'auto al termine del pianoro dopo l'abitato di Agneda, si sale per la ripida carrozzabile e poco prima della diga si devia a sinistra traversando la forra del torrente su un ponticello. Per comodo sentiero si raggiunge la casa dei guardiani della diga e si prosegue sulla stradina che percorre la sponda orientale del lago fino nei pressi di una grande casa prima della quale si prende un sentiero che sale verso sinistra e prosegue in un alternarsi di bosco e radura fino al pianoro dell'Alpe Caronno. Oltre il pianoro, il sentiero, ben segnalato, sale con molti tornanti un dossone boscoso e sbuca sui pascoli che precedono il rifugio che in breve si raggiunge.
Lasciata l'auto al termine del pianoro dopo l'abitato di Agneda, si sale per la ripida carrozzabile e poco prima della diga si devia a sinistra traversando la forra del torrente su un ponticello. Per comodo sentiero si raggiunge la casa dei guardiani della diga e si prosegue sulla stradina che percorre la sponda orientale del lago fino nei pressi di una grande casa prima della quale si prende un sentiero che sale verso sinistra e prosegue in un alternarsi di bosco e radura fino al pianoro dell'Alpe Caronno. Oltre il pianoro, il sentiero, ben segnalato, sale con molti tornanti un dossone boscoso e sbuca sui pascoli che precedono il rifugio che in breve si raggiunge.
Traversate
Al rifugio Ottorino
Donati 2504 m (EE; 3-4 ore).
Ascensioni
Punta Scais 3039 m e Pizzo Redorta 3038 m per la via
normale. Dislivello: 1034 m dal rifugio alla vetta.
Difficoltà: F (alpinistica poco difficile) il Pizzo
Redorta; PD (passi di III e IV) la Punta Scais.
Attrezzatura: corda, piccozza e ramponi . Tempi di
salita: 4 ore dal rifugio alla vetta. Prima
ascensione: Il Redorta fu salito da un gruppo di topografi
nel 1830 (Prima ascensione alpinistica: F. Besta, R. Bonfadini,
A. Buzzi, L. Ginomi, G. Orsatti e A. Rossi il 15 settembre
1874). La Punta Scais fu salita dalla guida Antonio Baroni con
L. Albani, G. Nievo, L. Bonetti e I. Zamboni il 3 luglio
1881.
Percorso: Dal rifugio prendere la buona traccia che quasi pianeggiante si addentra in direzione Sud-est nel vallone morenico occupato in alto dalla Vedretta di Porola. Raggiunto il greto del torrente originato dal ghiacciaio si prosegue puntando verso il largo basamento della rocciosa cresta Nord-ovest della Punta Scais. Scavalcata verso destra la morena che divide il bacino della vedretta di Porola da quello della Vedretta di Scais, si prosegue per rottami nel vallone di quest' ultima rinserrato fra i versanti meridionali della Punta Scais e quello settentrionale del Pizzo della Brunone. Messo piede sul ghiacciaietto lo si rimonta (qualche crepaccio) fino ai piedi di una ripida impennata quasi al termine.
Punta Scais: prima del risalto del ghiacciaio volgere a sinistra e risalire per chiazze nevose e rottami il versante Sud-ovest della Punta Scais puntando alla base di quello più a destra dei tre canali che lo incidono. Questo canale, in alto stretto a camino per un breve tratto, sbuca al profondo intaglio della cresta sud della Punta Scais, fra la vetta e il Torrione Curò a destra.
Percorrendo ora il crinale della cresta verso sinistra si supera una placchetta (passo di IV) e si giunge in vetta.
Per la discesa è consigliabile effettuare tre brevi corde doppie da 20 m su ancoraggi già esistenti lungo l'itinerario di salita.
Pizzo Redorta: superare il ripido risalto del ghiacciaio e con leggera deviazione a sinistra puntare all'evidente intaglio che si apre sulla cresta fra la Punta Scais a sinistra e il Pizzo Redorta a destra. Dall'intaglio (Bocchetta di Scais 2900 m c.) si piega a destra risalendo per facili rocce rotte la cresta Nord del Redorta raggiungendone in breve la sommità.
Percorso: Dal rifugio prendere la buona traccia che quasi pianeggiante si addentra in direzione Sud-est nel vallone morenico occupato in alto dalla Vedretta di Porola. Raggiunto il greto del torrente originato dal ghiacciaio si prosegue puntando verso il largo basamento della rocciosa cresta Nord-ovest della Punta Scais. Scavalcata verso destra la morena che divide il bacino della vedretta di Porola da quello della Vedretta di Scais, si prosegue per rottami nel vallone di quest' ultima rinserrato fra i versanti meridionali della Punta Scais e quello settentrionale del Pizzo della Brunone. Messo piede sul ghiacciaietto lo si rimonta (qualche crepaccio) fino ai piedi di una ripida impennata quasi al termine.
Punta Scais: prima del risalto del ghiacciaio volgere a sinistra e risalire per chiazze nevose e rottami il versante Sud-ovest della Punta Scais puntando alla base di quello più a destra dei tre canali che lo incidono. Questo canale, in alto stretto a camino per un breve tratto, sbuca al profondo intaglio della cresta sud della Punta Scais, fra la vetta e il Torrione Curò a destra.
Percorrendo ora il crinale della cresta verso sinistra si supera una placchetta (passo di IV) e si giunge in vetta.
Per la discesa è consigliabile effettuare tre brevi corde doppie da 20 m su ancoraggi già esistenti lungo l'itinerario di salita.
Pizzo Redorta: superare il ripido risalto del ghiacciaio e con leggera deviazione a sinistra puntare all'evidente intaglio che si apre sulla cresta fra la Punta Scais a sinistra e il Pizzo Redorta a destra. Dall'intaglio (Bocchetta di Scais 2900 m c.) si piega a destra risalendo per facili rocce rotte la cresta Nord del Redorta raggiungendone in breve la sommità.












