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La Torre del Signame
| Periodo Consigliato: | tutto l'anno |
|---|---|
| Tempo di percorrenza: | 2 ore |
| Partenza: | S. Pietro Samolaco 255 m |
| Dislivello: | 330 |
| Difficoltá: | E (Escursionistica) |
| Guide e carte: | Giacomelli F. e Lisignoli G. "Sentieri e ascensioni facili in Valchiavenna"; Edizione Rota - Chiavenna 1989. CNS 1:50.000 "Roveredo"; Kompass 1:50.000 "Chiavenna-Val Bregaglia" |
Informazioni locali
La Torre del Signame sorge su una grande emergenza rocciosa
parzialmente isolata dalla pendice montuosa del lato destro
orografico della Val Chiavenna, presso l'imbocco meridionale
della forra della Val Bodengo (lo storico edificio risale al IX
secolo). Si tratta di una gita breve ma assai suggestiva per la
bellezza dei luoghi e alcune curiosità come la Casa della
Pipeta di cui si parla nella descrizione dell'itinerario.
A stagione avanzata, autunno-inverno, il fitto e un po'
scivoloso fogliame che ricopre buona parte del sentiero
richiede di prestare una certa attenzione.
Percorso
Oltre i ruderi di alcune costruzioni a secco, ultimo ripido pendio e una deviazione verso destra portano alla rupe ove, a 665 m, sorge la bella torre di guardia. Un'attimo di sosta per ammirare la costruzione e il panorama sulla piana di Chiavenna e l'antistante e complessa mole del Pizzo di Prata, poi inizia il rientro. Si torna alla diramazione lasciata precedentemente e si volge a destra tagliando un costone boscoso e quindi scendendo da ultimo nell'avvallamento formato dalla rupe dove sorge la torre e dalla pendice orientale del Monte Porlasca e percorso da un ruscello. Sul fondo del valloncello ormai rimboschito si trovano alcuni ruderi e numerosi muretti a secco segno di antichi terrazzamenti per le coltivazioni. Raggiunta una grande e piatta lastra granitica antistante ad una baita, si traversa il rio per portarsi sul suo versante opposto. Qui la segnaletica è scarsa e occorre prestare un po' d'attenzione; il percorso è facilitato anche da una serie di ometti che, in breve, permettono di imboccare la giusta strada (scendendo diritti lungo il rio e traversandolo poco più a valle, piegando a sinistra, si torna alla casa abbandonata dove si é incontrato il sentiero trasversale). Il sentiero traversa a mezza costa salendo con lento diagonale fino ad un poggio oggi rimboschito al cui inizio si passa accanto alla "Casa della Pipeta", un'autentica e completa abitazione ricavata sotto un enorme monolito. L'interno ospita alcuni locali e l'"appartamento" è dotato addirittura di una fonte di acqua sorgiva. Ancora per sentiero si taglia in diagonale abbassandosi leggermente fino ad un gruppo di case vicine e, poco oltre, si lambisce sulla sinistra, in discesa, un muraglione a secco per proseguire nella stessa direzione (traccia poco evidente) fino ad un secondo e maggiore gruppo di antiche case che sorgono sulla sponda sinistra orografica di una ripida valletta. La casa più a destra porta sull'ingresso, ormai distrutto, un'architrave in legno con la data 1779; presso il suo lato a valle si trova il piano di un antico torchio in pietra. Da qui si divalla per labile traccia direttamente lungo il ripido costone fiancheggiando la valletta (segnali quasi inesistenti). Dopo un centinaio di metri di dislivello, poco sopra un'altra baita semi coperta dal bosco, si traversa a destra oltrepassando il ruscello della valletta per poi riprendere la discesa in diagonale fino a ricongiungersi al sentiero di salita.
Note sul punto di partenza
S. Pietro Samolaco 255 m, raggiungibile staccandosi a
sinistra dalla SS 36 dello Spluga all'altezza di Novate Mezzola
(10, 5 km da Colico e 106 km da Milano). Per comoda
carrozzabile, la "Strada Trivulzia", si raggiunge il paese dopo
7 km (pure la Trivulzia arriva a Chiavenna in 12 km da Novate
Mezzola)






