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Val Gerola: il giro dei laghi
| Periodo Consigliato: | estate |
|---|---|
| Tempo di percorrenza: | 6-7, ore per l’itinerario a); 10 ore, per l’itinerario b) |
| Partenza: | Pescegallo 1154 m. |
| Dislivello: | 1200 m circa in entrambe le soluzioni scelte |
| Difficoltá: | EE (Escursionistica per Esperti) |
| Guide e carte: | Carta escursionistica Kompass 1:50000 "Lecco-Val Brembana"; IGM 1:25.000 "Gerola Alta" |
| Informazioni locali: | Coop Turistica PAN Morbegno - tel. 0342.610015; |
Itinerario
Qui si possono scegliere due possibilità.
a) E’ il giro più breve.
b) Percorso più lungo.
Rifugi:
Sorge sul versante sinistro orografico della Valle della Pietra, ed é stato ricavato dalla ristrutturazione della vecchia Casera di Trona.
E' dotato di 30 posti letto.
Servizio d'alberghetto
Telefono: 0342-690212
Apertura: 15 luglio - 15 settembre
Gestore: G. A. Andrea Savonitto - Via V Alpini, 32/b/Morbegno - tel. 0342.614531.
Rifugio F.A.L.C. 2120 m
Sorge presso la Bocchetta del Varrone 2120 m c.
E' dotato di 18 posti letto.
Servizio d'alberghetto.
Apertura: 15 luglio - 15 settembre
Gestore: Antonello Chiodo; nei periodi di chiusura, chiavi c/o la Sottosezione FALC (Sottosez. CAI Milano) - Via F.lli Induno, 12 - Milano; tel. 02.3452057 (aperta tutti i giovedì sera).
Rifugio Cesare Benigni 2222 m
Sorge presso il Lago dei Piazzotti, non molto lontano dal Passo di Salmurano.
E' dotato di 20 posti letto.
Servizio d'alberghetto.
Telefono: 0345.89033
Apertura: i week-end di giugno e settembre; continuativamente da fine giugno a metà settembre
Gestore: Bruna Allievi - tel. 035-54391.
Rifugio Salmurano 1750 m
Sorge alle Foppe di Pescegallo, all'arrivo della seggiovia di Pescegallo.
E' dotato di 40 posti letto.
Servizio d'alberghetto.
Telefono: 0342.690014
Apertura: da dicembre a maggio e da luglio ai primi di settembre
Gestore: Bianchini Laura- Via Tartano, 28a -Talamona - tel. 0342.671233.
Fra laghi a vette bizzarre
L'escursione di questo mese è sicuramente una lunga
camminata. E per quanto sia possibile effettuarla in una sola
giornata, sarebbe opportuno avvalersi di uno dei rifugi che si
toccano per pernottare. In questo modo si avrà la
possibilità di gustare maggiormente il fascino dell'alta
Val Gerola, dei suoi laghi e delle sue creste
frastagliate.
Nella pagina dedicata al percorso proponiamo due diverse
alternative, una delle quali, la più lunga, permette di
compiere l'intero giro del massiccio Pizzo di Trona - Pizzo dei
Tre Signori. Tutta la zona è percorsa da ottimi sentieri
segnalati e, soprattutto sul versante bergamasco, è assai
frequentata.
Durante la camminata si avrà modo di toccare tutti, o
quasi, i laghi artificiali e non, che costellano questo piccolo
mondo di vette rocciose occupando le conche detritiche ai loro
piedi.
Ci muoveremo in un paesaggio inconsueto, molto diverso da
quello alpino vero e proprio. Piccole vallette verdeggianti di
boschi e pascoli sono coronate da creste rocciose di
conglomerato che, spesso, assumono profili curiosi e
spettacolari come ad esempio il Torrione di Mezzaluna e la
Sfinge dei Tre Signori.
Accanto a motivi di interesse naturalistico e geomorfologico
avremo modo di lambire le antiche cave di ferro della Valle
dell'Inferno che si trovano poco sotto lo sbarramento della
diga d'Inferno. Come in tutta la catena orobica anche qui era
fiorente l'estrazione del minerale ferroso. In particolare
queste cave, poste a 2000 metri di altitudine, furono coltivate
durante il Medio Evo, finché l'incrudimento climatico
prodotto dalla Piccola Età Glaciale (1550-1850) non
portò al loro abbandono. Per alcuni studiosi il nome di
Valle dell'Inferno potrebbe derivare dai grandi fuochi dei
forni per la cottura del minerale grezzo che quassù
brillavano perennemente notte e giorno.
Durante la gita sfileremo anche sotto le pareti orientali del
Pizzo dei Tre Signori, una delle montagne più note delle
Alpi Orobie. Il nome della montagna è dovuto alla sua
posizione topografica che già nel Medio Evo la vedeva
punto di contatto fra tre differenti stati: la Repubblica di
Venezia, il Ducato di Milano e i Grigioni.
Nei giorni più limpidi, il colpo d'occhio che si ha dalla
vetta è sconfinato. Verso Sud, in circostanze eccezionali,
si potrà scorgere addirittura la Madonnina del Duomo di
Milano e l'evanescente profilo degli Appennini. A Nord sfilano
tutti i colossi delle Alpi Retiche, dai granitici picchi del
Màsino alle glaciali vette del Monte Disgrazie e del
Bernina. A Occidente, quasi come una bianca isola, si impone
invece il massiccio del Monte Rosa.
Il Bitto: tesoro della Val Gerola
Oltre a possedere un patrimonio naturale di notevole bellezza e particolarità, la Val Gerola è anche la patria di una delle più note prelibatezze gastronomiche della Valtellina. Sugli alpeggi della valle, nei mesi estivi viene prodotto il celebre e tipico formaggio grasso d'alpe noto come Bitto. Benché oggi l'area di produzione tipica di questo formaggio sia stata estesa anche ad altre località della bassa Valtellina, il vero Bitto, preparato secondo la tradizionale ricetta, viene solo dalla Val Gerola e dalla vicina Valle di Albaredo. Come appena detto, si tratta di un formaggio grasso, confezionato con latte intero di mucca al quale si aggiunge una certa percentuale di latte di capra. Le caratteristiche organolettiche del Bitto non sono però dovute solo a tale accorgimento "chimico", ma anche alla particolare qualità delle erbe che crescono sugli alti pascoli ed alle tecniche di stagionatura adottate dai casari che lo preparano. Il latte viene cagliato appena munto; quindi, di regola, nell'alpeggio vengono prodotte due forme di formaggio al giorno: una al mattino ed una alla sera. Il prodotto viene poi salato e fatto maturare dapprima nella casera dell'alpeggio e poi nelle cantine di fondovalle, per essere pronto al taglio dopo circa 70 giorni di stagionatura. Il sapore dolce e cremoso e la pasta, inizialmente molle, subiscono una notevole modificazione con l'invecchiamento, che - in genere - si protrae per uno o due anni. In questo caso la pasta acquista in durezza e il sapore diventa più piccante per l'aumentata concentrazione della parte grassa. Raramente le forme sono fatte invecchiare più a lungo. Il formaggio Bitto può essere acquistato in quasi tutti i paesi della Valle, assieme ad altri prodotti caseari locali come le ricotte e i formaggi di capra.
Nel mese di settembre si svolge in Val Gerola la "Sagra del Bitto", mostra del formaggio tipico locale, prodotto sugli alpeggi. Di notevole importanza è anche la "Mostra del Bitto" che si svolge annualmente nel mese di ottobre a Morbegno, un tempo in Piazza S. Antonio, oggi nel moderno padiglione del Polo Fieristico. La manifestazione fa parte della più vasta "Mostra regionale dei prodotti della montagna lombarda".
Il ricordo di ere remote
Le curiose formazioni rocciose che tanto caratterizzano le
piccole vallette dell'alta Val Gerola, sono costituite da
formazioni sedimentarie permiane. Si tratta una serie di
conglomerati detti "Formazione di Collio", "Conglomerato di
Ponteranica" e "Verrucano lombardo". Più semplicemente
queste rocce sono costituite da due elementi principali: una
"matrice" di grana finissima nella quale sono inglobati
ciottoli di varia dimensione. I conglomerati non sono altro che
il risultato di indurimento di antichissimi depositi
alluvionali.
Milioni di anni or sono, ancor prima della grande glaciazione
del Quaternario questo settore della nostra Valtellina doveva
essere percorso da imponenti fiumi che hanno lasciato qui parte
dei loro depositi. Tali sedimentazioni si sono poi solidificate
e, quindi, sono state erose dagli agenti atmosferici per
arrivare a noi presentandoci una incredibile varietà di
forme, spesso bizzarre.
Presso il rifugio FALC e, in particolare, alla Bocchetta di
Trona, si trova un affioramento di "Verrucano lombardo"
caratterizzato da una matrice rossa nella quale spiccano
ciottoli bianchi di quarzo. Il "Conglomerato di Ponteranica"
affiora a Nord del Lago di Trona e al Pizzo dei Tre Signori,
con formazioni di color grigio-verde nella quale si trovano
ciottoli anche di notevoli dimensioni. Presso il Lago Zancone e
il Lago d'Inferno, si trovano, invece, estesi affioramenti di
"Formazione di Collio", vale a dire rocce di grana molto fine,
arenarie e argilliti stratificate.
Per quanto possa sembrare strano, queste formazioni rocciose si
prestano abbastanza bene alla pratica dell'arrampicata.
Classica è frequentata è la bella cresta e la serie
di torrioni dei Denti della Vecchia; meno noti sono il Torrione
di Mezzaluna, solcato da grandi fessure o il Pizzo Tronella.
Recentemente la Guida Alpina Andrea Savonitto, gestore del
Rifugio Trona, ha attrezzato numerose belle vie di scalata
sulle pareti di queste cime.











