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Il castello nascosto, la Torre ed il "cammello" di Mazzo
| Periodo Consigliato: | estate-autunno |
|---|---|
| Tempo di percorrenza: | 1 - 2 ore |
| Partenza: | Tovo S. Agata |
Itinerario:
Liberati dal traffico che prima li asfissiava, i tre paesi vivono oggi in una posizione privilegiata e tranquilla, riservando i loro tesori d'arte e naturali ai più curiosi. La zona ebbe in passato una notevole importanza strategica per il fatto di trovarsi ai piedi del versante montuoso che culmina nello spartiacque fra Valtellina e Valcamonica. Qui si apre l'ampia sella del Passo del Mortirolo, oggi famoso più che altro per le gesta atletiche dei ciclisti, ma già noto nella preistoria come punto di transito privilegiato fra la Pianura Padana, l'alta Valtellina, l'Engadina e il Tirolo.
Mazzo, in particolare, ha tratto giovamento da questa posizione chiave e, sebbene minuscolo, il borgo offre pregevoli monumenti che testimoniano l'antico splendore. Sopra gli abitati passavano le vie per il Mortirolo: due, forse tre mulattiere che solo più in alto si riunivano in un unico tracciato. A guardia di questi passaggi fu costruito un complesso sistema difensivo di cui facevano parte il castello di Bellaguarda e la Torre di Pedenale. Un breve quanto suggestivo percorso, che si svolge in buona parte su stradine di campagna, permette di collegare le due fortificazioni ed i paesi di Tovo e Mazzo. Si tratta di una gita consigliabile soprattutto nei mesi estivi, per sfuggire alla calura opprimente, immergendosi nella cupa ombra dei fitti boschi che ammantano la zona. La gita prende le mosse da Tovo S. Agata dove, parcheggiata l'auto, si imbocca la Via S. Marco che, rettilinea, porta nella parte alta del borgo, alla pendice della montagna. Qui si seguano le indicazioni turistiche "Passeggiata" salendo a sinistra fra le ultime case. Una stretta stradina asfaltata procede ora in piano, a mezza costa e, poco dopo, diviene sterrata. Proseguendo si giunge, in breve, di fronte alla piccola chiesa della Beata Vergine del Caravaggio nota anche come chiesa di S. Marco. Accanto alla chiesa sorge anche l'Oratorio dei SS. Ippolito e Cassiano, edificio di remotissime origini in cui si conservano alcuni pregevoli affreschi del pittore valtellinese Cipriano Valorsa (ca. 1515-1604).
Terminata la visita al castello, si torna alla stradina sterrata che si percorre in discesa, sempre nel bosco. Lambite alcune dimore rurali, la strada compie una leggera risalita e, poco dopo, sbuca sulla strada asfaltata che sale da Mazzo verso il Passo del Mortirolo. L'imponente Torre di Pedenale ci sovrasta, bella e slanciata. Seguendo la strada o lungo la mulattiera che taglia due curve, si giunge ai piedi della torre che, con ogni probabilità, faceva parte di un castello a sua volta inserito nel già citato sistema difensivo a guardia del passaggio verso il Mortirolo.
Seguendo la strada carrozzabile iniziamo a scendere verso il sottostante paese di Mazzo. Al termine della discesa, per rientrare a Tovo dovremmo imboccare a sinistra Via Valle (numeri 1-11), e poi proseguire per Via Sparso che traversa l'omonima contrada (bellissima la complessa dimora rurale che si affaccia sulla via ed ora in corso di restauro). Si continua, poi, per Via Spineda che, passata la contrada di Prestino, riporta in Tovo. Prima di rientrare consigliamo però di fare una breve deviazione a destra, seguendo la strada asfaltata che poco dopo è sbarrata da segnali di pericolo. Oltre lo sbarramento sorgono le case della contrada fortificata di Pedenale. Purtroppo, le mura dell'edificio principale sono pericolanti, per questo il transito è interdetto. Si può comunque valicare la barriera e, senza sostare sotto le mura, dare un'occhiata al complesso architettonico che è considerato un unicum nel panorama dell'edilizia castellana provinciale.
Prima di rientrare verso casa vogliamo consigliare di
concludere la giornata con una vista alla chiesa di S.
Alessandro a Lovero. Probabilmente edificata nel secolo XI, la
chiesa fu dedicata ad uno dei martiri della legione Tebea alla
cui leggendaria decimazione è collegato l'oscuro e remoto
periodo della evangelizzazione delle genti alpine. Il complesso
architettonico fu eretto nei pressi del Castello di Pregnolino
di cui non esiste più traccia. Purtroppo i numerosi
interventi di rifacimento ed ampliamento cui l'edificio è
andato soggetto hanno portato alla graduale perdita di molti
degli affreschi più antichi.
Per chi volesse prolungare la gita per meglio assaporare la
bellezza di questi luoghi ricordiamo che nella zona si trovano
anche alcuni buoni ristoranti: a Mazzo c'è "La Rusticana"
e a Tovo il Ristorante "Franca".
Per approfondire le informazioni è possibile consultare la
"Guida Valtellina e Valchiavenna", della Casa Editrice
Stefanoni (Lecco 1996), o la "Guida Turistica della Provincia
di Sondrio" della Banca Popolare di Sondrio di cui è in
corso una riedizione aggiornata.









