I corrispondenti
Raggio
 
Ricca famiglia genovese affermatasi nell'industria e nella navigazione con Carlo (morto nel 1872), il capostipite, e con i suoi figli e nipoti.
Edilio (Genova, 1835 - 1906), figlio di Carlo. Dottore in giurisprudenza, conte, deputato eletto nel collegio di Novi Ligure, svolse intensa attività come industriale, armatore e commerciante. Partecipò assiduamente ai lavori parlamentari sedendo al centro sinistra e interessandosi soprattutto di problemi economici e della difesa degli interessi di Genova e della Liguria. Come membro della giunta generale del bilancio fu relatore del bilancio della Marina. Nel 1892 presiedette l'Esposizione Universale di Genova e nella circostanza ebbe dai Reali un castello a Cornigliano. Fondò la prima Carbonifera Industriale Italiana per la confezione delle mattonelle a Novi Ligure, organizzò la navigazione postale e carbonile transoceanica. Creò il grande Cotonificio Ligure Napoletano a Napoli ed altri stabilimenti minori nel Novese e nell'Ovadese (1875). Nel 1880 assunse una ferriera a Sestri Ponente dotandola del primo "treno a lamiere" impiantato in Italia. Fu consigliere della Banca di Sconto di Genova fino al 1894, anno della crisi bancaria, ed ebbe poi parte non secondaria nella Commerciale Italiana.
Armando, figlio di Carlo, col fratello Edilio continuò l'attività del padre, estendendo gli interessi della famiglia ai settori fondiario ed edilizio (fa parte nel 1905 della Aedes) e minerario (nel 1907 è tra i fondatori della Monte Valerio). In campo siderurgico legò il suo nome alla Raggio, Ratto & Tassara, società che ebbe numerosi rapporti con Pareto e la Società delle Ferriere e di cui A. si occupò in prima persona dal 1881 al 1890. Partecipò (1896) con la metà del capitale alla N. Odero e C., fu azionsita della Alti Forni e Fonderia di Piombino, socio fondatore della Siderurgica di Savona (1900-1903) e consigliere di amministrazione, nonché membro della commisisone finanziaria, dell'Elba (1899-1903).
Carlo (Genova, 1876 - 1926), figlio di Edilio. Fu dottore in giurisprudenza, deputato al Parlamento per Novi Ligure e poi Senatore dal 1924. Alla Camera sedette a sinistra e partecipò attivamente ai lavori. Continuò le tradizioni di famiglia nell'industria e, specialmente durante la Prima Guerra Mondiale, profuse largamente del suo a scopi patriottici e benefici. Dal 1907 al 1911 fu vice presidente della Società di Piombino, dal 1914 succedette al padre nel Consiglio di Amministrazione della Banca Commerciale Italiana.
(Vedi anche Raggio Carlo [azienda]).