1871: l'inizio e i primi cento anni

Sondrio - Piazza Garibaldi alla fine del 1800
Sondrio - Piazza Garibaldi alla fine del 1800

La Banca Popolare di Sondrio, società cooperativa per azioni, venne costituita a Sondrio - per iniziativa di un comitato promotore formato da alcuni intraprendenti valtellinesi del tempo - con atto 4 marzo 1871. Fondata soltanto sette anni dopo la prima "Popolare", quella di Lodi, e nello stesso anno della "Popolare di Novara", fu una delle prime banche popolari italiane ispirate al movimento popolare cooperativo del credito propugnato in Italia da Luigi Luzzatti.

Due eminenti figure spiccano fra i numerosi soci che hanno onorato la banca: quella di Fabio Besta, padre della ragioneria, che venne chiamato giovanissimo dal ministro Luzzatti a reggere la cattedra di scienze economiche all'Università Ca' Foscari di Venezia, e quella del ministro Ezio Vanoni, insigne economista valtellinese il cui pensiero ha lasciato profonde tracce nel sistema economico italiano.

L'istituzione della banca e la conseguente possibilità per i valtellinesi e valchiavennaschi - anche quelli meno dotati patrimonialmente - di ottenere credito bancario a un interesse onesto, contribuirono in modo determinante a debellare il fenomeno dell'usura, all'epoca diffuso in provincia, come d'altronde nelle altre zone povere del Paese. E con la possibilità di fruire di credito, erogato al precipuo fine di favorire l'attività produttiva, prese avvio il processo di sviluppo economico attraverso la partecipazione delle categorie più modeste, di quelle cioè che, attraverso alcune generazioni, sono poi assurte al ruolo di principali protagonisti della vita produttiva locale.

L'attività iniziò con gli sportelli della sede centrale di Sondrio e della filiale di Morbegno. La rete territoriale si estese poi di pari passo con lo sviluppo patrimoniale, limitando dapprima il proprio interesse alla provincia di elezione, dove dal 1881 al 1962 vennero aperte altre dodici filiali.

Alla fine del 1970 la banca era presente in provincia di Sondrio con 18 sportelli ordinari e 2 "stagionali". In quel periodo, contando sulla propria distribuzione territoriale e su un'efficiente struttura, l'istituto registrò un ottimo sviluppo patrimoniale e una penetrazione operativa fin nella più minuta clientela.